PREFAZIONE

Quando un comune amico mi chiese di buttare giù una cartella di prefazione per il libro di Zangheri pensai alla ennesima seccatura alla quale non potevo sottrarmi in nome dell'amicizia.
Il mio umore non era dei migliori e la fine di una storia appena conclusa non mi trovava molto disposta a leggere e parlare d'amore.
Poi l'incontro in un bar di Milano, le battute sempre pronte ad interpretare i fatti in chiave ironica, le cose non dette ma espresse dai suoi dolci occhi ed eccomi qui a scrivere di lui, non più per cortesia ma in nome di un ammirazione sincera ed in virtù di quel feeling che ci lega.
Dicendogli che trovavo questo suo lavoro "un libro per donne" divenendo improvvisamente serio, mi rispose "il libro è scritto per chi riesce a comprenderlo, è vero le donne sono più attente ai fatti di cuore, le donne soffrono per amore, ma gli uomini arrivano ad uccidersi".
Che strane parole per chi come lui tende a cercare il lato comico delle cose, eppure questa frase ronzandomi in testa per lungo tempo mi ha aiutata a comprendere meglio il suo lavoro.
Una raccolta di poesie del quotidiano, spesso dedicate ai dettagli ma sempre rivolte ad un concetto o ad una figura che sembra non esistere e che invece è presente in tutti i personaggi citati; il lato più vulnerabile della donna, la sua fragilità, il bisogno di protezione.
Una sorta di sfogo di emozioni vissute sulla pelle ma anche con la fantasia dell'anima e comprese in un periodo di evoluzioni, fatto di gioie e sofferenze, sogni ed amarezze.
Un libro da leggere e da guardare, scritto non da un poeta ma da un'artista, che ha il grande potere di emozionare e la grande virtù di emozionarsi.

Sarah Norman Finelli